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Scarpa: con “Life Re-Shoes” ricicliamo calzature per produrne di nuove

AttualitàScarpa: con "Life Re-Shoes" ricicliamo calzature per produrne di nuove

Soluzione circolare e sostenibile: già raccolte oltre 1.500 paia
Milano, 12 mag. (askanews) – Entra nel vivo “Life Re-Shoes”, il progetto che nasce allo scopo di fornire una soluzione alternativa, circolare e sostenibile per la gestione del ‘fine vita’ delle calzature, introducendo le pratiche di riciclo come nuovo standard all’interno della filiera dell’industria del settore. Un’iniziativa che vede in prima fila Scarpa, azienda di Asolo (Treviso) specializzata nella produzione di calzature per la montagna e per le attività outdoor, in qualità di “coordinator” di un consorzio di varie realtà internazionali.
L’azienda ha comunicato che la campagna di raccolta di scarpe usate del suo modello “Mojito” ha già superato le 1.500 paia, precisando che in questa prima fase del progetto che durerà fino alla fine del 2024, sono coinvolti circa 250 punti vendita della rete distributiva europea di Scarpa che fungono da “re-shop”. L’obiettivo della campagna è ricavare “materie prime seconde” sufficienti a produrre 15mila nuove paia di scarpe. “Life Re-Shoes”, che beneficia di un finanziamento nell’ambito del programma Life dell’Unione Europea, prevede infatti, entro il 2026, la produzione e messa in commercio di un nuovo modello a marchio Scarpa, realizzato tramite una procedura che consente di ricavare materie prime seconde dalle calzature usate e da scarti di produzione, “per creare una nuova generazione di prodotti riciclati di alta qualità, diminuendo così lo smaltimento e l’uso di materie prime vergini e mirando ad azzerare i rifiuti post-lavorazione”. Grazie a tale processo si punta ad una riduzione, rispetto ai processi standard, “del 52,4% di emissioni di gas serra, del 50% dell’impiego di sostanze chimiche, del 65% di consumo di acqua, del 54,5% di energia”. Inoltre, il nuovo modello prodotto con i materiali ottenuti dal processo di riciclo, sarà appositamente sviluppato per poter essere più facilmente riciclato alla fine del suo utilizzo, applicando i concetti del “design-for-recycling”.
Il processo di recupero si basa “sulla dissoluzione selettiva della pelle per idrolisi, e il liquido ottenuto verrà poi utilizzato per conciare della nuova pelle senza l’aggiunta di sostanze chimiche”. La parte rimanente della scarpa verrà riutilizzata separando le diverse componenti: “la suola verrà macinata e riciclata nelle suole che costituiranno il nuovo modello (con un contenuto di riciclato nell’intersuola che arriverà ad oltre il 35%), mentre i lacci e i tessuti di fodera e rinforzi potranno diventare le nuove solette e i rinforzi interni (con un contenuto di riciclato fino all’80%)”.
Scarpa, in collaborazione con l’Università di Bologna e Sciarada Industria Conciaria, ha già avviato una fase preliminare di sperimentazione dell’idrolisi in laboratorio, con esiti positivi in termini di riutilizzo dei materiali prodotti, e si appresta a dare il via alla fase industriale di tale processo, grazie alla costruzione di un impianto progettato ad hoc presso la conceria toscana.

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