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Al Ministero della Salute nasce il tavolo tecnico sulla disforia di genere

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ROMA – È stato istituito presso l’Ufficio di Gabinetto del ministero della Salute un tavolo tecnico di approfondimento in materia di trattamento della disforia di genere. A firmare il decreto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, e la titolare del dicastero della Famiglia, Eugenia Roccella. Il tavolo è composto da un pool di 29 esperti, tra funzionari dei due ministeri e membri di diverse società scientifiche (Siedp, Sigo, Siams, Sinpia, Sitcc, Sips, Sigo, Spi, Sip, Sigis e Sie).

Il tavolo si è reso necessario, si legge nel decreto, considerata la “disomogeneità con la quale i professionisti operano nel territorio nazionale” e, conseguentemente, l’esigenza di “disporre di linee di indirizzo che li supportino nel complesso percorso”, che va dalla diagnosi alle eventuali terapie dei pazienti disforici, perché giovani con disforia di genere, insieme alle loro famiglie, possano accedere al “miglior supporto possibile, da parte del Servizio Sanitario Nazionale”.
L’obiettivo, quindi, è anche quello di avviare una “ricognizione delle modalità di trattamento di tale condizione nel territorio nazionale, inclusi eventuali aspetti giuridici connessi, e delle evidenze scientifiche emerse nella letteratura internazionale di settore”.
Proprio oggi, intanto, c’è stata una nuova interrogazione al ministero della Salute da parte del capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, per approfondire la questione relativa al centro disforia di genere del ‘Careggi’ di Firenze: “Sembra che il Careggi non stia tenendo nel dovuto conto tutte le indicazioni del ministero- fa sapere Gasparri- e che la somministrazione della triptorelina stia proseguendo anche per i nuovi pazienti con disforia di genere senza le adeguate tutele psicoterapeutiche”.

Intanto ieri, il presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), Robert Giovanni Nisticò, in audizione in Commissione Affari sociali della Camera aveva fatto sapere che “alla luce dei dati scientifici che ad oggi rimangono inconcludenti sul rapporto beneficio-rischio per gli adolescenti con disturbo di disforia di genere, l’Aifa rimane vigile e sensibile all’evoluzione del contesto scientifico internazionale e avvierà una discussione e una rivalutazione sull’inclusione della triptorelina nell’elenco dei medicinali istituiti ai sensi della legge 648 del 1996“.

LEGGI ANCHE: Disforia di genere, a rischio il bimbo della mamma trans. L’esperto: “Troppo testosterone materno influenza lo sviluppo neurocomportamentale del feto”

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