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Legge marziale Sudcorea, Yoon criticato anche dagli Usa

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Dichiarazioni aspre di alti funzionari americani
Roma, 5 dic. (askanews) – Qual è stato il ruolo degli Stati uniti nel fallito colpo di mano del presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol? Washington – che, oltre a mantenere oltre 23mila soldati in Corea del Sud, ha enorme influenza nella politica a Seoul – ha mantenuto nelle sei ore in cui Yoon aveva proclamato la legge marziale, nella notte tra martedì e mercoledì, un profilo basso nelle dichiarazioni. Tuttavia, all’indomani alcune affermazioni fatte da alti funzionari dell’amministrazione Biden hanno aperto uno squarcio sulle opinioni maturate negli Stati uniti, che non sono favorevoli alla mossa azzardata fatta da Yoon.
Il vice segretario di Stato Kurt Campbell ha giudicato negativamente il passaggio fatto da Yoon, usando toni insolitamente aspri nei confronti di quello che, fino a pochi giorni fa, era considerato uno dei cocchi di Washington, tanto che era stato onorato come padrone di casa del Summit for Democracy organizzato dagli Stati uniti.
“Quanto accaduto nelle ultime 24 ore in Corea del Sud, nella Repubblica di Corea, è stato completamente, profondamente imprevedibile e improbabile, e credo che il presidente Yoon abbia commesso un grave errore di valutazione”, ha detto Campbell intervenendo all’Aspen Security Forum.
L’esponente dell’amministrazione Usa ha ricordato come, per i sudcoreani, l’imposizione della legge marziale ha un forte impatto emotivo e riporta a una memoria di un passato sanguinoso non troppo lontano. Le persone – ha notato il vicesegretario di Stato – “sono state pronte a scendere in piazza per chiarire che si trattava di un processo profondamente illegittimo, e che sarebbe stato contrastato dalla volontà del popolo e, francamente, dalla volontà degli organi legislativi”.
Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, che ha una particolare expertise sull’Asia, ha confermato che gli Stati uniti non sono stati consultati in alcun modo prima della dichiarazione di legge marziale di Yoon. “Abbiamo appreso la notizia dall’annuncio in televisione, come il resto del mondo”, ha dichiarato Sullivan durante un evento organizzato dal CSIS a Washington. Sullivan ha anche sottolineato l’importanza del funzionamento corretto delle istituzioni democratiche in Corea del Sud.
Le dichiarazioni vengono dopo che anche il segretario di Stato Antony Blinken ha fatto capire che Washington non ha apprezzato. In una conferenza stampa a Bruxelles, il capo della diplomazia Usa ha detto ieri: “Nel nostro giudizio, qualsiasi disaccordo politico deve essere risolto pacificamente e nel rispetto dello stato di diritto”.

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