ROMA – L’educazione all’affettività nelle scuole come fondamenta solide di un futuro migliore. Gino Cecchettin è tornato a ribadirlo nell’ultima puntata di Che tempo che fa. Il papà di Giulia è, infatti, stato ospite di Fabio Fazio in occasione del primo anno di vita della Fondazione Giulia Cecchettin che quotidianamente si impegna in attività di sensibilizzazione e quindi prevenzione di ogni forma di violenza.
Oggi “C’è tanta sensibilità in più, fatta dai volontari, dai centri antiviolenza e da chi si promuove per contrastare la violenza di genere”, ma “servirebbe fare molto di più. Servirebbe fare quel passo fondamentale che poi lavorerà sulle nuove generazioni dove si deve educare al rispetto, quindi introdurre quella famosa ora di educazione all’affettività che cambierebbe le cose nel nostro futuro. Lo chiedono i ragazzi, lo chiedono i presidi. Noi ci dobbiamo muovere in quella direzione”.
"C'è tanta sensibilità in più, fatta dai volontari, dai centri antiviolenza e da chi si promuove per contrastare la violenza di genere. Servirebbe fare molto di più"
Gino Cecchettin a #CTCF pic.twitter.com/6C7HzDWkpK
— Che Tempo Che Fa (@chetempochefa) November 16, 2025
Come? “Dobbiamo continuare a far capire tramite le esperienze sul campo, i dati di ricerca, tramite le testimonianze di chi è a scuola, soprattutto dei ragazzi stessi: 9 su 10 chiedono questo tipo di educazione e far si che si intavoli un discorso e si possa portare quest’ora di educazione. Bisogna cercare di lavorare sui punti comuni, posso capire le divisioni ideologiche ma sull’educazione dei figli non dovremmo travalicare il limite del consentito. Dovremmo trovare un punto di incontro”.
"I ragazzi 9/10 chiedono questo tipo di educazione. "
Gino Cecchettin sull'educazione sessuale nelle scuole a #CTCF pic.twitter.com/I1Q2CeV31y
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“L’educazione è un partenariato tra la famiglia ed elementi educativi, quindi le scuole, però ci sono famiglie dove questo non avviene- osserva Gino -. Interroghiamoci: quanti di noi genitori hanno realmente fatto bene educazione sessuale ai propri figli? E pensiamo alle famiglie dove è presente violenza, ricordiamoci che più dell’80% della violenza di genere avviene in famiglia. Come si può pensare che si possa dare il consenso all’educazione di genere? Forse non sanno nemmeno di cosa si parla. Sono convinto che i piani educativi li debba fare il Ministero, i dirigenti scolastici e da lì i professionisti che lavorano nelle scuole, gli insegnanti”.
L’INVITO DI FABIO FAZIO A GINO CECCHETTIN DI FARE EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ A “CHE TEMPO CHE FA”
Un tema di stretta attualità su cui ci sono state non poche discussioni in Aula alla Camerca con il ministro della Scuola Valditara che ha attaccato duramente le opposizioni sulla questione. Così, Fabio Fazio ha proposto a Cecchettin di partecipare a Che tempo che fa con qualche esperto della Fondazione per regalare qualche suggerimento ai ragazzi, raccontando nozioni di educazione all’affettività in trasmissione.
“Ti ringrazio ed è una proposta che accetto- ha risposto Cecchettin- penso che i membri del comitato scientifico siano ben disposti a venire qui a portare la loro esperienza per far capire anche che la violenza non è un atto casuale o un raptus ma che è radicato nella società, che deriva da costrutti sociali e stereotipi che viviamo quotidianamente e finché non vengono estirpati continuerà la violenza”.
IL DOLORE E SULLA LAUREA DELLA FIGLIA ELENA
Tornando a parlare della perdita di Giulia, Gino ha, poi, spiegato: “Il dolore lo considero un amico ormai, ma mi permette di vivere accanto ai miei affetti, accanto a Giulia. Sono riuscito a fare la differenza tra dolore e sofferenza. Il dolore può aiutarti anche nel quotidiano. Mi è stato detto che sarebbe stato difficile l’11 novembre, ma io non conto il tempo in anni, lo conto in giorni. E non c’è giorno che non pensi a Giulia. Ed è proprio per questo che so quanto è importante la vita. È importante per Davide ed Elena”.
“Quel giorno lì è la prova che la vita merita di essere vissuta. Perché quel giorno lì mi sono emozionato, ho pianto. Son stato male, son stato bene. Ero felice e anche addolorato, perché mancava qualcuno in quel giorno di festa. Però è quello che dico ai ragazzi: ci può essere… pic.twitter.com/TK8l9Z4h71
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Elena, la primogenita di Gino, si è laureata recentemente in microbiologia: “Il giorno della laurea di Elena è la prova che la vita merita di essere vissuta, perché quel giorno lì mi sono emozionato: ho pianto, sono stato male e bene, ero felice, ma anche addolorato perché mancava qualcuno. Però alla fine è stata una bella giornata. Ed è quello che dico ai ragazzi: ci può essere il momento nero, però la vita se ci credi sa essere grata e dona delle giornate come quella, che da sola merita tutto lo sforzo che si è fatto”.
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