BOLOGNA – In 39 negozi di Coop Alleanza 3.0 in Emilia-Romagna, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Puglia arrivano i Punti viola, luoghi di riferimento dove chi si trova in condizioni di difficoltà e pericolo trova persone che accolgono, danno consigli e indirizzi utili. Sono 600 gli addetti della cooperativa formati, grazie all’aiuto di psicologhe e legali dell’Associazione Donnexstrada, con la quale Coop Alleanza 3.0 ha firmato un protocollo, che porta così a 800 i Punti Viola con spazi sicuri.I 600 addetti (riconoscibili da una spilletta viola) sono così preparati per accogliere le persone con empatia, valutare le diverse situazioni, fornire informazioni sui servizi utili (quali il 1522 e i Centri Antiviolenza) e indirizzare chi ne ha bisogno verso le risorse adeguate. Si tratta di una delle molte iniziative che la cooperativa mette in campo in occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
LA SHOPPER CON IL DISEGNO DI GIULIA
Nell’ambito del progetto “Dire, fare, amare”, poi, un altro protocollo è stato firmato con la Fondazione Giulia Cecchettin, e porta nei negozi e nelle librerie Coop una shopper “Una borsa, una vita”, con un disegno di Giulia. La shopper è in vendita da oggi a 2,5 euro e per ogni pezzo venduto 50 centesimi andranno alla Fondazione per finanziare progetti di educazione e formazione contro la violenza.
IL PROGETTO ‘SCEGLI LE PAROLE GIUSTE’
Al via anche un progetto pilota di educazione alle relazioni che coinvolge circa 150 dipendenti di cinque negozi nell’area di Padova. Il percorso affronta temi come il riconoscimento degli stereotipi e la diffusione di una cultura inclusiva e punta a migliorare la capacità dei singoli di individuare e segnalare criticità. E ancora, nei negozi si trovano mini pandori e mini panettoni sulle cui confezioni colorare sono scritte sei parole chiave per relazioni sane (amore, ascolto, emozioni, fiducia, abbraccio, rispetto). Col progetto, che si intitola “Scegli le parole giuste”, fino al 30 novembre devolverà l’1% dei ricavi delle vendita di questi prodotti e dei “Frutti di Pace” ai centri antiviolenza provinciali.
In questo modo Coop Alleanza 3.0 vuole estendere il ruolo del negozio oltre la sua mera funzione commerciale, spiega la cooperativa, che ricorda poi iniziative come il sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare “Diritto a stare bene” per l’istituzione del Servizio nazionale pubblico di psicologia, che include l’educazione alle relazioni come materia scolastica obbligatoria. La raccolta firme per il provvedimento, ormai conclusa, è stata ospitata in vari punti vendita. Altra azione è il contratto integrativo della cooperativa, che prevede misure concrete per le donne vittime di violenza di genere, inclusi un’aspettativa retribuita fino a tre anni, 90 giorni di permesso retribuito aggiuntivo per percorsi di protezione e, se necessario, il trasferimento facilitato in altri punti vendita. O, ancora, l’evoluzione dei modelli organizzativi aziendali: infatti, Coop Alleanza 3.0 si è dotata di un Comitato Guida per la Parità di Genere, oggi guidato dalla vicepresidente Francesca Durighel. Proprio Durighel stamane in una conferenza stampa a Bologna racconta alcune di queste iniziative, come i Punti viola (uno è al Centro commerciale San Ruffillo) che vogliono essere “presidi, luoghi sicuri ai quali rivolgersi” e con gli addetti che diventano “sentinelle”.
Accanto a Durighel, il presidente Di Coop Alleanza 3.0, Domenico Trombone, che parla di azioni “per migliorare una situazione”, quella della violenza sulle donne, “che è particolarmente preoccupante” e sulla quale “facciamo il poco che riusciamo a fare. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare con altre iniziative” per prevenire “eventi che possano essere evitati”. I negozi Coop, dice, “da quando sono nati non sono mai stati solo dei punti in cui andare a fare la spesa, ma un punto di riferimento e di ritrovo per i più deboli. Qui si fa aggregazione anche grazie ai nostri colleghi che ci lavorano”. Ora ci sono anche i Punti viola anche se la speranza “è che mai una donna ne abbia bisogno”, conclude Trombone.
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