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A Napoli “Occhi sulla città”, la mostra che disvela Partenope

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Ben 11 artisti internazionali attraverso loro obiettivi

Napoli, 18 nov. (askanews) – Un viaggio controcorrente, un Gran Tour del XX secolo. A Napoli gli “Occhi sulla città”, la mostra che disvela la vera Partenope, curata da Cynthia Penna. L’esibizione ha aperto ai quartieri spagnoli, presso il Museo della Moda – Fondazione Mondragone. Mentre si festeggiano i 2500 anni dalla nascita del capoluogo partenopeo, viene data immagine alla storia contemporanea della città, al suo incontenibile potere attrattivo, così come alla sua vorace visceralità. La stessa Penna, direttore artistico dell’Associazione Culturale Art 1307 di Napoli e Los Angeles, ci spiega: “Si compone di 58 opere di 11 artisti internazionali da noi invitati in residenza d’artista. Per un tempo di circa quattro anni, ogni artista veniva invitato a stare in residenza a Napoli per circa un mese, un mese e mezzo, e a scattare delle fotografie di Napoli. L’impronta che ho voluto dare alla mostra e a tutto il lavoro è quella di una visione di Napoli esterna, nel senso di una visione di artisti che non erano coinvolti da situazioni di vita, di conoscenza, di rapporto con la città, proprio per avere un’immagine un po’ vergine dell’emozione che si prova a venire in questa città e soprattutto una fotografia di Napoli che fosse al di fuori degli stereotipi. Perché veramente Napoli è una città che è stata ingabbiata per tantissimi anni da stereotipi molto precisi, che la dividevano tra il senso di una città bellissima, molto bella, particolarmente bella da un punto di vista naturale e, dall’altro lato, una città molto pericolosa, molto violenta. I napoletani in questo momento storico sono abbastanza stanchi di essere relegati in questo tipo di gabbia. “Siccome Napoli è una città sempre aperta alle innovazioni, molto aperta all’inclusione e molto aperta alla novità, che la visione del mondo comporta, abbiamo voluto proprio fuoriuscire dagli stereotipi e rendere l’idea di una città altamente culturale, stratificata da un punto di vista storico, archeologico e artistico, e soprattutto proiettata verso il futuro a livello di accettazione degli altri, inclusione e soprattutto anche di accettazione delle novità che il mondo ci vuole offrire e che ci offre”.Gli artisti sono Yuri Boyko, Lawrence Fodor, Robert Herman, Linda Kunik, Luigia Martelloni, Hertha Miessner, Viviana Rasulo, Osceola Refetoff, Claudio Santini, Pilar Soberòn Garcia, Jane Szabo.La mostra resterà aperta al Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone, in Piazzetta Mondragone fino al 31 dicembre 2025. Patrocinio dell’Istituto Culturale Basco.

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