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Sciopero generale, “A Firenze siamo in 100.000”. Landini: “Piazze piene, fabbriche vuote”

PoliticaSciopero generale, “A Firenze siamo in 100.000”. Landini: “Piazze piene, fabbriche vuote”

FIRENZE – “Siamo in 100.000 a Firenze” con un’astensione dal lavoro che in Toscana si è aggirata, stando al dato provvisorio, attorno al 70%, hanno evidenziato gli organizzatori dal palco di piazza del Carmine, dove si è chiusa la manifestazione della Cgil promossa nel giorno dello sciopero generale proclamato contro la manovra. Il dato è rimarcato anche dal segretario del sindacato, Maurizio Landini, nell’intervento che ha chiuso la giornata: “Le notizie che ci arrivano dalle oltre 50 città che stanno ospitando le manifestazioni sono molto positive. Le piazze si sono riempite, le fabbriche si sono svuotate. Il successo di questa giornata di mobilitazione è molto importante: il governo e le sue politiche non rappresentano la maggioranza del pensiero e della volontà dei cittadini del Paese”.

Questo, aggiunge ai giornalisti il segretario della Cgil Toscana, Rossano Rossi, “è l’ennesimo sciopero che facciamo e la partecipazione aumenta sempre più. A chi ci dice che i lavoratori sono stanchi, che questi scioperi sono ininfluenti, noi rispondiamo con la piazza: la gente è stanca sì, ma delle politiche ingiuste del governo”. E che “spende soldi nelle armi, altra follia”, quando “avremmo avuto bisogno di risorse per sanità, scuola, trasporti, enti locali e servizi dello stato sociale”. Oltre a questo “la sbandierata riforma dell’Irpef è una vera e propria panzana: alla fine qualcuno avrà un caffè al giorno, molti uno al mese, molti più nulla. La gente cosa deve fare se non lottare?”.

LANDINI: “QUELLO CHE MI PREOCCUPA DI PIÙ È RISCHIO GUERRA”

“Oggi quello che mi preoccupa di più è il rischio della guerra, perché siamo di fronte a una logica folle che vede gli Stati aumentare la spesa per le armi”. Lo evidenzia il segretario della Cgil, Maurizio Landini, nel corso della manifestazione. Quella per il riarmo “è l’unica spesa pubblica che anche il nostro Paese sta prevedendo, quando abbiamo 33 mesi di crisi industriale e i giovani che scappano. E quando, ed è evidente a tutti, che ci sia la necessità di fare politiche di investimento che creino giustizia sociale e un lavoro stabile e non precario, ridando fiducia soprattutto a chi non partecipa più nemmeno al voto alle elezioni”.

In questo senso “credo sia assolutamente necessario cambiare le politiche economiche”, così come “avviare dei confronti veri per una riforma fiscale degna di questo nome e per la riforma delle pensioni”. Per questo “abbiamo chiesto a Confindustria e alle altre associazioni di aprire trattative vere per andare a cancellare i contratti pirata” e per “estendere le elezioni dell’rsu e dei rappresentanti alla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, grandi e piccoli, perché questo è il momento di rimettere al centro il lavoro e la giustizia sociale”.

LANDINI: “GOVERNO STA ATTACCANDO DIRITTO SANCITO DA COSTITUZIONE”

“Non solo attaccano lo sciopero se lo fai il venerdì, no, stanno attaccando il diritto di sciopero, non giriamoci attorno”. Lo sostiene il segretario della Cgil, Maurizio Landini, nel corso dell’intervento che ha chiuso la manifestazione di Firenze indetta nel giorno dello sciopero generale contro la manovra. “Il governo e Fratelli d’Italia avevano presentato nella finanziaria un emendamento, poi ritirato, che diceva che, quando c’è uno sciopero generale, i lavoratori 10 giorni prima avrebbero dovuto dire se intendono aderire o meno allo sciopero”. Poi “l’hanno formalmente ritirato, ma stanno dicendo che vogliono presentare un disegno di legge”. Ed è qui che Landini ricorda come il diritto a scioperare sia “sancito dalla Costituzione” perché “era stato cancellato e negato dal regime fascista”.

LANDINI: “NON CI FERMEREMO, LA GENTE NON NE PUÒ PIÙ”

“Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. Questa giornata dimostra che c’è un consenso vero e che la gente non ne può più”, dice Landini. “Intendiamo proseguire e lanceremo nei prossimi giorni una raccolta firme per presentare in Parlamento una legge di iniziativa popolare per una vera sanità pubblica”.

Inoltre “saremo impegnati per bloccare, con il referendum, la riforma della giustizia che, in realtà, con la riforma non c’entra nulla. E continueremo a essere impegnati per aumentare seriamente il salario. Su questo c’è un problema di riforma fiscale: non può essere che la tassazione sul lavoro dipendente e sulle pensioni sia più alta di quella prevista sui profitti e sulle rendite finanziarie. Quindi la riforma fiscale oggi è un elemento centrale” perché “vuole dire introdurre anche quella progressività che fa pagare di più a quelli che hanno di più”.

Per questo “insisteremo per fare in modo che per le 500.000 persone più ricche del Paese sia previsto un contributo di solidarietà per ricavare quei soldi da investire su sanità pubblica, scuole, asili e politiche industriali”. Questo “è il cambiamento che noi vogliamo e su cui intendiamo andare avanti”.

LANDINI: “MAGGIORANZA PAESE NON SOSTIENE POLITICHE DEL GOVERNO”

“La maggioranza del Paese, del mondo che lavora, chiede un cambiamento delle politiche economiche e sociali. La grandissima giornata di oggi dimostra che la maggioranza del Paese non sostiene le politiche del governo”, prosegue Landini. “Non si arriva alla fine del mese, i salari sono bassi e si continua a prendere soldi dai lavoratori dipendenti e dai pensionati, invece di andarli a prendere dove sono”, aggiunge.

LANDINI: “SALVINI? DOVEVA CANCELLARE LEGGE FORNERO…”

“Salvini? Noi stiamo facendo il nostro mestiere, quello che non fa il ministro né il governo. E stiamo chiedendo cose precise. Aumentare i salari è un atto politico? È un atto politico non aumentarli. Far pagare le tasse a chi non le paga è un atto politico? È un atto politico fare i condoni”. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, risponde così alle critiche sullo sciopero generale lanciate del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.

“Noi stiamo chiedendo di rifare la riforma delle pensioni. Salvini non era quello che in campagna elettorale disse che avrebbero cancellato la Fornero? Diversamente da Salvini e dal governo noi siamo coerenti, non diciamo delle cose un giorno per dire l’opposto un altro giorno”. Mentre qui, prosegue, “abbiamo un elenco di personaggi che prima di andare al governo erano contro l’Europa e oggi fanno l’austerità”, dimostrando di essere “i più filo europei anche sul riarmo. Sono quelli che dicevano che bisognava aumentare i salari, in realtà stanno solo aumentando la rendita finanziaria e immobiliare, i profitti, e stanno facendo condoni su condoni”. Il Paese, quindi, “si sta rendendo conto che andando avanti così rischiamo di sbattere. E la partecipazione che c’è qui, come nel resto delle città, dimostra che il Paese reale a queste balle non crede più”.
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