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Nordio: “Se vince il sì non ci saranno più casi Garlasco”

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ROMA – “Ritengo che casi come Garlasco, dopo la riforma che faremo, non ce ne dovrebbero più essere: perché noi attueremo il processo accusatorio”: sono le parole del ministro Carlo Nordio, che ieri sera è stato intervistato a Realpolitik (su Retequattro) e ha nuovamente evocato il caso Garlasco. “Se dovesse vincere il ‘no’, credo che non ci sarebbe più spazio per fare una riforma nel senso voluto da Giuliano Vassalli quarant’anni fa”.

“METTEREMO MANO AL CODICE DI PROCEDURA PENALE”

“Il caso Garlasco è molto complesso. Possiamo solo dire che dopo questa riforma toccheremo il Codice di procedura penale e quindi non accadrà più che una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado venga poi condannata, dopo un giudizio di Cassazione senza aver rifatto completamente il processo, e magari dopo 15 anni si dubiti della sua colpevolezza e si possa immaginare che abbia trascorso parecchi anni in carcere da innocente”, ha sottolineato il Guardasigilli.

Non è la prima volta che il ministro della Giustizia parla del caso Garlasco. Già il mese scorso il Guardasigilli era intervenuto per esprimere lo stesso concetto, e cioè il fatto che con la riforma della giustizia non sarebbe stato possibile arrivare ad una situazione come quella attuale, dove le indagini sul caso sono state riaperte a 18 anni dal delitto, in cerca di un complice o del vero colpevole, nonostante ci sia un condannato in via definitiva.Il ministro, in precedenza, si era espresso anche sulla condanna di Stasi provocando stupore tra i magistrati. Il ministro ha di fatto criticato la sentenza di condanna arrivata dopo le due precedenti assoluzioni, a suo dire “senza un nuovo processo”.

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