sabato, 13 Giugno , 26

È morta Sultana Razon, la vedova di Umberto Veronesi aveva 94 anni

(Adnkronos) - Sultana (Susy) Razon Veronesi, pediatra e...

Rogliani (Sip): “Condizione respiratoria e ambiente vanno di pari passo”

(Adnkronos) - "Quando si parla di salute respiratoria...
HomeSanità12 maggio Giornata della fibromialgia, il messaggio Crei: “Non lasciamo soli i...

12 maggio Giornata della fibromialgia, il messaggio Crei: “Non lasciamo soli i pazienti, la patologia deve essere presa in carico realmente”

-

ROMA – In occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia, il Collegio dei Reumatologi Italiani-CReI lancia un messaggio semplice: la fibromialgia non ha più bisogno di essere “spiegata”, ha bisogno di essere presa in carico realmente. Oggi, sottolinea CReI, il problema non è dare un nome al dolore, ma evitare che il paziente resti solo dopo la diagnosi. In occasione della Giornata della Fibromialgia 2026, il Collegio richiama quindi l’attenzione sulla solitudine terapeutica dei pazienti, spesso costretti a passare da uno specialista all’altro senza una reale regia clinica ed un coordinamento assistenziale.

Oggi la sfida per il SSN non è “soltanto” riconoscere la fibromialgia (inserita nei Nuovi LEA con il codice di esenzione 068 per i casi piú severi), ma far diventare realtà quel livello di assistenza. Ciò significa costruire reti territoriali multidisciplinari, accessibili e vicine al domicilio, evitando che l’assistenza resti concentrata solo nei grandi centri ospedalieri. La multidisciplinarietà oggi deve diventare concreta, finanziata e realmente disponibile, includendo in questo una presa in carico fisioterapica, psicologica e di terapia del dolore, nella logica della continuità assistenziale. CReI ricorda che persistono profonde differenze regionali che rendono purtroppo non equa e non omogenea la presa in carico: a parità di sintomi, cambiano tempi di attesa, come anche la possibilità di accesso alle cure ed ai percorsi assistenziali.

La Giornata mondiale della fibromialgia per CReI è in conclusione un’occasione importante per ricordare la necessità di investire nella formazione dei medici del territorio, per sviluppare modelli di telemedicina e presa in carico integrata e per promuovere percorsi personalizzati che preservino autonomia, funzione e qualità di vita, sostenendo anche il ruolo spesso invisibile delle famiglie e dei caregiver. Il paziente fibromialgico oggi ha bisogno più che mai di un sistema che lo accompagni nel tempo e sia costruito su di lui e con lui: la speranza e l’auspicio del Collegio Reumatologi Italiani è che questa consapevolezza possa diventare cultura diffusa nei più diversi e vasti livelli della sanità del nostro Paese.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

ALTRI POST

Salpietro (Sipps): “In Italia 1 bambino su 77 ha diagnosi di disturbo dello spettro autistico”

ROMA – “Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia un bambino su 77 riceve una diagnosi di disturbo dello spettro autistico, un numero in crescita...

Hantavirus, per il Ministero della Salute “il rischio in Italia è molto basso”

ROMA - A oggi non risultano casi registrati sul territorio nazionale; l'ipotetica eventuale insorgenza richiede comunque indicazioni di cosiddetta preparedness e di coordinamento: così una...

Salute: Parte da Torino il tour sulle cure palliative pediatriche

ROMA - Si è tenuta a Torino, presso l’Ospedale infantile Regina Margherita, la prima tappa del tour ospedaliero “La Bambina e la Medusa Rosa”, il progetto che promuove l’umanizzazione...

In Italia ci sono sempre più celiaci: sono più di 265 mila, ben 13 mila in più del 2023

ROMA - In Italia cresce costantemente il numero di persone che convivono con celiachia, allergie alimentari e intolleranza al lattosio. Un fenomeno che coinvolge ormai...
spot_img

POST POPOLARI