6Febbraio , 2023

Ancora in calo i nuovi casi, Gimbe: “Pensare fin da ora a richiamo in autunno”

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ROMA – Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 9-15 febbraio 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (439.707 vs 649.345, pari a -32,3%) e decessi (2.172 vs 2.587, pari a -16%, di cui 184 riferiti a periodi precedenti). In calo anche i casi attualmente positivi (1.550.410 vs 1.927.800, -377.390, pari a -19,6%), le persone in isolamento domiciliare (1.533.689 vs 1.908.087, -374.398, pari a -19,6%), i ricoveri con sintomi (15.602 vs 18.337, -2.735, pari a -14,9%) e le terapie intensive (1.119 vs 1.376, -257, pari a -18,7%).

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, informa che ‘i nuovi casi settimanali registrano per la terza settimana consecutiva una netta flessione: sono circa 440mila con una riduzione del 32,3% rispetto alla settimana precedente e una media mobile a 7 giorni che scende da 87.384 casi del 9 febbraio a 62.815 il 15 febbraio (-28,1%). Un crollo imputabile sia al netto calo dei tamponi, sia alla ridotta circolazione virale che rimane ancora elevata, come documenta la sostanziale stabilità del tasso di positività dei tamponi antigenici rapidi’.

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“PROGRAMMARE SUBITO LA CAMPAGNA VACCINALE D’AUTUNNO”

Queste le parole del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta: ‘La discesa della quarta ondata insieme alle elevate coperture vaccinali e all’arrivo della primavera permettono di guardare al futuro con ragionevole ottimismo, al netto di nuove varianti più contagiose o più gravi. Tuttavia, se da un lato questo permette di allentare progressivamente le restrizioni, dall’altro la consapevolezza della stagionalità del virus impone a governo e regioni di utilizzare i mesi di tregua per programmare la campagna vaccinale d’autunno, al fine di evitare nuove ondate di ricoveri e decessi, soprattutto in persone anziane e fragili’.Per il presidente della Findazione Gimbe è necessario ‘tenere in conto anzitutto, viste le attuali incertezze sulla durata della copertura della terza dose sulla malattia grave, dell’eventuale necessità di un richiamo prima del prossimo inverno. In secondo luogo, i non vaccinati (anche se guariti) e i contagiati durante la quarta ondata che non hanno fatto il booster si ritroveranno nuovamente esposti al virus; ancora, il mancato decollo delle vaccinazioni nella fascia 5-11 anni non potrà che ostacolare il normale svolgimento delle lezioni per il prossimo anno scolastico’.Cartabellotta, infine, precisa che ‘con il verosimile termine dello stato di emergenza, l’organizzazione della campagna vaccinale passerà interamente in mano alle regioni, con il rischio di enfatizzare le attuali difformità in termini di performance. Ecco perché, al di là della querelle su green pass e mascherine, è fondamentale volgere già adesso lo sguardo sullo scenario del prossimo autunno-inverno, verosimilmente caratterizzato dalla ripresa stagionale della circolazione virale parallela al declino delle coperture vaccinali. Un ‘film’ che, peraltro, andrà in onda in un clima di campagna elettorale per le politiche del 2023′, conclude.

I DATI REGIONE PER REGIONE

Nella settimana 9-15 febbraio, ad eccezione della Sardegna, in tutte le regioni si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi: dal -2,3% del Molise al -47,9% della Valle d’Aosta.Scendono da 70 a 14 le province con incidenza superiore ai 1.000 casi per 100.000 abitanti: Oristano (1.409), Macerata (1.299), Siracusa (1.234), Fermo (1.209), Ascoli Piceno (1.199), Reggio di Calabria (1.176), Bolzano (1.147), Messina (1.115), Lecce (1.108), sud Sardegna (1.098), Cagliari (1.092), Rieti (1.044), Ancona (1.035) e Ragusa (1.001).Si registra un netto calo del numero dei tamponi totali (-27,8%): da 5.690.533 della settimana 2-8 febbraio a 4.108.946 della settimana 9-15 febbraio 2022. In particolare, i tamponi rapidi si sono ridotti del 30,9% (-1.374.828) e quelli molecolari del 16,7% (-206.759). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività dei tamponi molecolari si riduce (dal 16,7% al 12,4%), mentre per gli antigenici rapidi rimane stabile (dal 9,9% al 10,1%).

GLI OSPEDALI

La responsabile ricerca sui Servizi sanitari della Fondazione Gimbe, Renata Gili, sottolinea che ‘nell’ultima settimana scende anche la pressione sugli ospedali, dove i posti letto occupati da pazienti Covid diminuiscono sia in area medica (-14,9%) che in terapia intensiva (-18,7%)’. In particolare, in area critica, dove la discesa è iniziata già da un mese, si passa da 1.717 del 17 gennaio a 1.119 del 15 febbraio; in area medica, invece, l’occupazione scende da 19.913 del 31 gennaio a 15.602 del 15 febbraio. Al 15 febbraio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 23,8% in area medica e dell’11,6% in area critica. Tutte le regioni superano la soglia del 15% in area medica; ad eccezione di Basilicata, Campania, Lombardia, provincia autonoma di Bolzano, Umbria e Veneto, tutte vanno oltre la soglia del 10% in area critica.Il direttore operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti, tiene a sottolineare che ‘si conferma un ulteriore calo degli ingressi giornalieri in terapia intensiva, la cui media mobile a 7 giorni scende a 80 ingressi/die rispetto ai 99 della settimana precedente’.Diminuiscono i decessi: 2.172 negli ultimi 7 giorni (di cui 184 riferiti a periodi precedenti), con una media di 310 al giorno rispetto ai 370 della settimana precedente.

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I VACCINI

In tema di vaccini, al 16 febbraio (aggiornamento ore 06.25) l’85,3% della popolazione (50.538.908) ha ricevuto almeno una dose di vaccino: il dato segna -39.871 rispetto alla settimana precedente in ragione di ricalcoli da parte di Abruzzo (-760) e Friuli-Venezia Giulia (-149.967); l’82,4% (48.849.499) ha completato il ciclo vaccinale (+270.674 rispetto alla settimana precedente).In calo nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (1.434.494), con una media mobile a 7 giorni di 204.928 somministrazioni/die: crollano del 40,5% le terze dosi (946.929) e del 40,8% i nuovi vaccinati (110.791).Per quanto concerne le coperture vaccinali, quelle con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 99,2% della fascia over 80 al 36,1% della fascia 5-11), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto l’87,4%, nella fascia 70-79 l’86,1% e in quella 60-69 anni l82,1%.Nella settimana 9-15 febbraio si registra un ulteriore calo dei nuovi vaccinati: 110.791 rispetto ai 187.037 della settimana precedente (-40,8%). Di questi il 41,2% è rappresentato dalla continua a leggere sul sito di riferimento