7Febbraio , 2023

Cingolani: “Caro-bollette dipende dal prezzo del gas, che non calerà a breve”

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ROMA – “Se a fine anno avevamo detto che c’era l’aspettativa che dopo il primo trimestre 2022 ci si aspettava un decremento dei prezzi del gas, francamente ora la cosa diventa più difficile da credere perché sono subentrate questioni geopolitiche” che riguardano la Russia e le sue relazioni con l’Unione europea. “Quindi, sebbene ci si possa attendere una stabilizzazione, questa non è più così imminente”. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, lo dice in audizione alle commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato.

L’attuale e perdurante impennata dei prezzi dell’energia “non dipende dalla transizione ecologica ma da congiunture correlate al prezzo del gas”, sottolinea Cingolani. Ad esempio, ricorda il ministro, “il costo della CO2 contribuisce al massimo al 20%” ed è “importante ricordarlo per evitare un’avversione” nei confronti delle rinnovabili, badando sempre e comunque a una transizione che sia giusta e senza impatti sociali.

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“Stiamo lavorando all’ipotesi di una revisione del sistema elettrico che va fatta in ottica europea, con un riassetto che veda lo spostamento delle rinnovabili su mercati di contrattazione di lungo termine e non più ancorati a gas e CO2”, annuncia Cingolani. Per il titolare del MiTE, andrebbe usato “il mercato spot a prezzo marginale solo come mercato di aggiustamento, nel quale opererebbero solo impianti a gas”, in Italia “con il capacity market l’energia di questi impianti avrebbe uno strike price massimo”. Si tratta, spiega il titolare del MiTE, di “una riflessione europea e sono in molti a pensare allo sganciamento dal mercato del gas”.

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