8Febbraio , 2023

Concessioni balneari, gare dal 2024: dai canoni agli indennizzi, ecco le norme in bozza

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ROMA – Dal prezzo dei canoni sulle concessioni agli indennizzi da pagare a chi perde lo stabilimento balneare. E poi tutele per le piccole imprese e le famiglie che hanno il fitto di lettini e ombrelloni come unica fonte di reddito. Le gare, che dal 2024 verranno realizzate per affidare i beni demaniali, terranno in considerazione gli investimenti, i servizi per i clienti, la cura della costa e dell’ambiente, la libera accessibilità da garantire alla battigia per tutti, la stabilità dell’occupazione. È quanto emerge dalla bozza di provvedimento sul tavolo del Consiglio dei ministri.

La misura che si sta esaminando a Palazzo Chigi consiste in una delega al governo da attuare in sei mesi, “previa intesa in sede di Conferenza unificata”, per “riordinare e semplificare la disciplina in materia di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali, per finalità turistico-ricreative, nonché la disciplina in materia di concessioni per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, ivi inclusi i punti d’ormeggio”.

I decreti legislativi dovranno determinare “i criteri omogenei per l’individuazione delle aree suscettibili di affidamento in concessione, assicurando l’adeguato equilibrio tra le aree demaniali in concessione e le aree libere o attrezzate, nonché la costante presenza di varchi per il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia”.

I requisiti di ammissione alla gara favoriranno “la massima partecipazione di imprese, anche di piccole dimensioni” e nella scelta del concessionario verrà prestata “adeguata considerazione” alla “qualità e alle condizioni del servizio offerto agli utenti, alla luce del programma di interventi indicati dall’offerente per migliorare l’accessibilità e la fruibilità del demanio, anche da parte dei soggetti con disabilità, e della idoneità di tali interventi ad assicurare il minimo impatto sul paesaggio, sull’ambiente e sull’ecosistema, con preferenza del programma di interventi che preveda attrezzature non fisse e completamente amovibili”.

In sede di gara, lo stabilimento balneare sarà affidato anche tenendo conto “dell’esperienza tecnica e professionale già acquisita” sullo stesso bene o “ad analoghe attività di gestione di beni pubblici, secondo criteri di proporzionalità e di adeguatezza e, comunque, in maniera tale da non precludere l’accesso al settore di nuovi operatori”.

In più, si valuterà la posizione “dei soggetti che, nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura selettiva, hanno utilizzato la concessione quale prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare”. Sono previste inoltre “clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato nell’attività del concessionario uscente” e la durata della concessione sarà “per un periodo non superiore a quanto necessario per garantire al concessionario l’ammortamento e l’equa remunerazione degli investimenti”.

I canoni annui che fisserà lo Stato si baseranno sul “pregio naturale” e sull’effettiva “redditività delle aree demaniali da affidare in concessione”. Ci sarà poi da quantificare un indennizzo “da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, in ragione del mancato ammortamento degli investimenti realizzati”. Infine, un altro vincolo che sarà previsto dai decreti delegati riguarderà il “numero massimo di concessioni di cui può essere titolare lo stesso concessionario”.

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