8Febbraio , 2023

Covid, Cts: “Prematuro parlare di tamponi ai vaccinati e lockdown, numeri diversi dall’anno scorso”

Correlati

Presentata una moneta dedicata alla Ryder Cup 2023 italiana

Nella Collezione Numismatica 2023 Roma, 7 feb. (askanews) - Una...

##A Milano in scena unità centrodestra, ma voto agita coalizione

Sul palco complimenti reciproci, ma Fi-Lega temono exploit Fdi Milano,...

Milano Bicocca, dottorato honoris causa a Stefano Boeri

In Scienze Chimiche, Geologiche e Ambientali Milano, 7 feb. (askanews)...

Meloni: siamo compatti concreti e veloci,governeremo noi 5 anni

"Le parole di Silvio e Matteo confermano realtà diversa...

condividi

ROMA – “I numeri sono assolutamente diversi dall’anno scorso. Non parliamo ancora di tamponi ai vaccinati o di lockdown parziali perché i tempi sono prematuri e le evidenze epidemiologiche in questo momento ci invitano a un ragionamento di attenzione, ma non di preoccupazione. Della variante Omicron sappiamo che in Italia ci sono pochi casi e non abbiamo sufficienti dati sul suo impatto sui sistemi sanitari regionali”. A fare chiarezza è Fabio Ciciliano, medico della Protezione civile e della Polizia di Stato, nonché membro dalla prima ora del Comitato tecnico scientifico, che raggiunto dalla Dire aggiunge: “Il discorso sui tamponi lo abbiamo fatto nascere nel caso in cui la situazione si dovesse trasformare, con un impatto considerevole sui sistemi sanitari regionali. In questo caso- prosegue- si apre la questione della fattibilità dell’uso dei tamponi molecolari, perché i laboratori sono pochi. È vero, inoltre, che i tamponi antigenici rapidi hanno una ridotta sensibilità e specificità rispetto ai molecolari, ma la loro grandissima capacità di distribuzione li rende strumenti utili per finalità di screening”.

LEGGI ANCHE: Magrini (Aifa): “Subito terza dose, poi servirà un richiamo del vaccino ogni sei mesi”

Tornando ai numeri, Ciciliano ricorda che “l’anno scorso avevamo 500 morti al giorno con un paese sostanzialmente chiuso. Adesso il dato dei contagi è sovrapponibile a quello dell’anno scorso, tuttavia l’impatto sul sistema sanitario non è minimamente paragonabile. Un risultato raggiunto grazie alla campagna vaccinale con le tre dosi, all’apertura dei vaccini ai bambini e alla capacità di modulare le azioni in base alle evidenze epidemiologiche. Azioni che gli altri paesi non hanno intrapreso, tanto che ieri l’Olanda ha chiuso”. E a livello internazionale, difatti, la situazione italiana sembra essere tra le migliori: “In Olanda, Germania, Inghilterra e Portogallo l’incidenza a 14 giorni è sopra i 1.500 casi per 100mila, noi siamo sotto i 500 casi”, puntualizza.

Positivo anche il ritorno della mascherina all’aperto: “Sembra banale, però è un discorso oggettivo in quanto significa ridurre la capacità di trasmissione del contagio. Lo dimostra il fatto che quando l’anno scorso abbiamo cominciato ad indossarla tutti, al chiuso e all’aperto, si sono ridotti i numeri di contagio non solo del Covid, ma pure delle influenze stagionali e di tutte le infezioni per via aerea. Questa è la prova provata”, rimarca Ciciliano.

LEGGI ANCHE: Lazio verso obbligo mascherina all’aperto dal 23 dicembre

Insomma, che Natale sarà? “I criteri di responsabilità usati l’anno scorso devono diventare un’abitudine. Cerchiamo di evitare di mettere gli anziani, i fragili e i non vaccinati allo stesso tavolo- suggerisce- si tratta di una questione di buon senso. Io quest’anno eviterò di fare la tavolata e cercherò di restare con il minore numero di persone possibili. Facciamo in modo che a tavola ci siano solo i vaccinati”.

Il punto, secondo il medico della Protezione civile e della Polizia di Stato, è che “oggi i non vaccinati sono i più fragili e maggiormente esposti e quindi corrono il maggiore rischio di ammalarsi seriamente. Basta chiederlo a qualsiasi collega primario in una terapia intensiva, ci dirà che adesso ci sono solo non immunizzati. I vaccinati che si ammalano- conclude- avranno forme cliniche sicuramente meno impegnative”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

L’articolo Covid, Cts: “Prematuro parlare di tamponi ai vaccinati e lockdown, numeri diversi dall’anno scorso” proviene da Ragionieri e previdenza.

continua a leggere sul sito di riferimento