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Cybersecurity, è boom di reati infomatici: +138% in un anno

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Rapporto Censis-Iisfa: “Sfida culturale, partire dalle scuole”

Milano, 20 lug. (askanews) – In Italia è boom di reati informatici. La fotografia scattata a dal Rapporto Censis-Iisfa sul valore della Cybersecurity non lascia spazio a intepretazioni; nel 2022 gli attacchi hacker contro infrastrutture sono più che raddoppiati: il 138% in più nel giro di un anno. La minaccia principale è costituita dalle frodi bancarie.”I frodatori stanno utilizzando tecniche di intelligenza artificiale per migliorare le frodi – racconta ad askanews Gerardo Costabile, Presidente Iisfa (Associazione Italiana Digital Forensics) -. Questo è sicuramente un punto di attenzione perchè le persone non hanno tutti gli strumenti oggi per difendersi, noi dobbiamo aiutarle sia a comprendere bene il fenomeno, oltre che per trovare le migliori soluzioni per difendere la popolazione”.La sfida è diffondere maggiore consapevolezza sui i rischi che si corrono utilizzando pc, smartphone e altri strumenti informatici: “Resta un 20 per cento degli italiani che ancora non conosce la parola cybersecurity, quindi su questo bisogna lavorare a livello culturale, partendo dalle scuole, partendo un po’ dalle basi – evidenzia ancora il presidente Iisfa -. Le persone restano al centro, come sono al centro di questo Rapporto, devono essere al centro della cybersecurity nazionale”.Una sfida che richiede un importante impegno economico da parte del sistema Paese: “La trasformazione digitale, e cioè l’incremento dei mezzi digitali, lo sfruttamento della potenza digitale, è veramente una rivoluzione, come più volte ho sottolineato, deve avvenire in sicurezza – sottolinea Bruno Frattasi, direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale . In sicurezza significa che deve avvenire attraverso adeguati, continui e costanti investimenti nel campo della sicurezza informatica”.Dal rapporto emerge comunque il tentativo degli italiani di proteggersi con password, sistemi antivirus e, in misura più contenuta, con sistemi di autenticazione più complessi, come l’autenticazione biometrica: “I reati telematici sono brutti, sono fastidiosi, toccano l’identità personale – osserva Giuseppe De Rita, presidente del Censis -. e quindi c’è questa tendenza a garantirsi la sicurezza attraverso gli schermi, attraverso le password dedicate, attraverso il combattimento dei virus, cioè facendo una serie di iniziative fondamentali”.La strada, tuttavia, è ancora lunga: “La rivoluzione digitale, appunto in quanto rivoluzione, va avanti con speditezza, con velocità, e noi dobbiamo avere, o tentare di avere, lo stesso passo con cui questo processo, così invasivo, così pervasivo, così incalzante, sta andando avanti in questi ultimi anni, in questi ultimi lustri – evidenzia ancora il direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale . Questa è il compito che abbiamo davanti”.

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