6Febbraio , 2023

Draghi nei Laboratori Gran Sasso: “Poche donne nella scienza, investiamo un miliardo per arrivare al 35%”

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di Roberto Antonini, Federico Sorrentino e Marianna Gianforte

(Foto da profilo Fb Infn)

L’AQUILA – “Siete una delle eccellenze del Paese e l’Italia è orgogliosa di voi. L’inizio dell’attività dei laboratori 35 anni fa fu il frutto di una scelta lungimirante, di investimenti importanti nei centri di ricerca che, come questo, hanno permesso all’Italia di affermarsi nel mondo e contribuire all’evoluzione scientifica e tecnologica. I Laboratori del Gran Sasso sono un luogo in grado di attrarre menti da tutto il mondo”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, oggi in visita ai Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare. Il premier è atterrato alle 10.05, in anticipo di dieci minuti rispetto al programma, nel parcheggio alla base del massiccio del Gran Sasso e ha subito cominciato la visita ai laboratori sotterranei dove si studiano la fisica delle particelle elementari, l’astrofisica e la cosmologia con progetti di ricerca di valore mondiale. Al suo fianco il premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, il presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli, il direttore dei Lngs, Ezio Previtali, la dirigente di ricerca emerita dell’Infn e già direttrice dei laboratori, Lucia Votano.

“Il Governo intende sostenere questa e tutte le altre realtà scientifiche d’Italia, promuovere la cultura del merito e della preparazione scientifica, consapevole che ancora molto si deve fare per realizzare una reale affermazione di chi è rimasto ai margini della scienza pur contribuendo al suo sviluppo, le donne- ha aggiunto Draghi- Nel mondo della scienza i vertici ancora appannaggio degli uomini. La ricerca scientifica deve essere al centro della crescita del Paese”.

DRAGHI: “PER PIENO POTENZIALE DELLA RICERCA PUNTARE SULLE DONNE, TROPPO POCHE”

“Realizzare il pieno potenziale della ricerca vuol dire puntare su chi è stato spesso ai margini di questo mondo: le donne. Per troppo tempo le posizioni di vertice nella ricerca scientifica sono state appannaggio degli uomini. Oggi sono molte di più le ricercatrici italiane che si affermano ai massimi livelli”, ha dichiarato il premier. Draghi cita Lucia Votàno, la prima donna a dirigere i Laboratori del Gran Sasso, Fabìola Gianotti, direttrice del CERN e coordinatrice del progetto che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs rilevando che “un numero sempre maggiore di scienziate guida progetti che spingono in avanti le frontiere della ricerca” e che “questi Laboratori, dove otto su 14 responsabili di progetto sono donne, costituiscono un esempio per tutti”.

Ciò detto, “sono però ancora troppo poche le ragazze che scelgono studi scientifici”, rimarca il presidente del Consiglio, “tra le giovani immatricolate nelle università italiane, solo una su cinque sceglie le cosiddette materie STEM- scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, la metà circa degli uomini”. Si tratta di “diseguaglianze che partono da lontano, addirittura dall’infanzia”.

Per promuovere la partecipazione femminile al mondo delle scienze e della tecnologia “dobbiamo intervenire lungo tutto l’arco dell’istruzione, dalla scuola all’università- dice Draghi- Investiamo oltre un miliardo di euro per potenziare l’insegnamento delle materie STEM, anche con l’obiettivo di superare gli stereotipi di genere. Come previsto dalla Strategia nazionale per la parità di genere, puntiamo a portare la percentuale di studentesse in discipline STEM almeno al 35% degli iscritti”.

DRAGHI: “NEL PNRR 30 MLD INVESTITI IN ISTRUZIONE E RICERCA”

“La ricerca deve essere al centro della crescita dell’Italia. Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza investiamo oltre 30 miliardi in istruzione e ricerca. Finanziamo fino a 30 progetti per infrastrutture innovative di rilevanza europea. Nei prossimi 4 anni, destiniamo 6,9 miliardi di euro alla ricerca di base e applicata. A dicembre abbiamo pubblicato bandi, che si sono chiusi questa settimana, per un totale di circa 4,5 miliardi di euro. Finanzieranno cinque Centri Nazionali, gli Ecosistemi dell’Innovazione territoriali e le Infrastrutture di Ricerca e di Innovazione. Il nostro obiettivo è favorire il progresso scientifico e coinvolgere le nostre migliori competenze”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa dopo la visita nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso insieme al premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi.

DRAGHI: “ITALIA NON HA ACCOMPAGNATO SCIENZIATI E MOLTI SONO PARTITI”

La ricerca scientifica è rigore, entusiasmo, visione, a servizio della collettività e delle generazioni future. Per troppi anni, l’Italia non ha saputo accompagnare i suoi scienziati con la convinzione che meritano. Molti di loro sono partiti – non per scelta ma per costrizione. Troppo pochi sono arrivati a portare qui le loro competenze, la loro passione”, prosegue il premier. “Colmare questi ritardi richiede coraggio, determinazione, ma, come ha ricordato oggi il Professor Parisi, soprattutto necessita di continuità”, avverte Draghi, “tocca a noi tutti prenderci cura della scienza, come la scienza si è presa cura di noi”.

DRAGHI AI RICERCATORI: “VOGLIAMO SOSTENERVI SENZA INGERENZE”

“Vogliamo sostenervi e agevolare il vostro lavoro, senza ingerenze. Creare le condizioni economiche e culturali perché possiate progettare e crescere. Facilitare le collaborazioni internazionali, di cui questi Laboratori sono un esempio virtuoso. E promuovere la cultura del merito, con la consapevolezza che i risultati possono non essere immediati”, ha aggiunto.

DRAGHI: “PUNTIAMO SU GIOVANI RICERCATORI, NUMERO TRA PIU’ BASSI IN UE”

“L’impegno del Governo, e a questo proposito voglio ringraziare la ministra Messa per il suo lavoro, è partire dai giovani ricercatori, da molti di voi insomma. Il numero di nuovi dottori di ricerca in Italia è calato del 40% tra il 2008 e il 2019, ed è oggi tra i più bassi nell’Unione Europea. Per invertire questa tendenza, raddoppiamo il numero delle borse di dottorato, dalle attuali 8-9 mila l’anno a 20mila, e ne aumentiamo gli importi”, ha annunciato il premier.

“Finanziamo circa 2.000 nuovi progetti di giovani ricercatori sul modello dei bandi europei- dice Draghi- E riformiamo i dottorati di ricerca per valorizzare il titolo anche al di fuori della carriera accademica, e formare competenze di alto profilo nelle principali aree tecnologiche”.

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