7Febbraio , 2023

Gli studenti bocciano il ministro Valditara: “La sua maturità è un ritorno al passato”

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ROMA – È una netta bocciatura quella che gli studenti della Rete degli studenti medi rifilano al modello di maturità proposto dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Oggi sono tutti davanti la sede del ministero in viale Trastevere per chiedere un esame che sia più giusto perché, allo stato attuale, non valorizza e non valuta correttamente il percorso di ragazzi e ragazze.

Il nuovo esame annunciato è “un ritorno al passato”: alle modalità pre-Covid, con due prove scritte e un colloquio orale. “Ancora una volta si prendono decisioni sulla pelle degli studenti e delle studentesse senza consultarli“, dichiara il portavoce dell’associazione Giorgio Garratta, il quale guida un gruppo composto ma deciso di compagni e compagne.

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Tra loro anche tre maschere della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini e del ministro Valditara. Sul tavolo le tre buste dalle quali dipendono i temi delle tracce estratte. “Abbiamo bisogno di iniziare una discussione seria – continua Garratta – se il ministro ci dice che non ci sono i tempi per immaginare un esame di Stato, allora noi veniamo qui davanti e gli dimostriamo che ci sono i tempi per una proposta concreta di come strutturare la maturità in maniera diversa da quella che lui ci chiede“.

E la preoccupazione non manca, come spiega alla Dire Riccardo, quest’anno alla prova della maturità al liceo scientifico: “Una cosa che non abbiamo mai fatto”. A pesare sulla didattica di questi ultimi anni la distanza posta per l’emergenza Covid. Una realtà che il ministro Valditara “sembra aver dimenticato”. Cosa propongono, invece, gli studenti e le studentesse? “Una didattica diversa da quella che ci propone il ministro e un esame che sia veramente la conclusione di un percorso, che debba formare e costruire un pensiero critico”, dice ancora Riccardo.

“Il ministro ripensi all’esame così come lo ha annunciato”, ribadisce Paolo, un altro studente. “Chiediamo che venga dato più spazio al percorso degli studenti – aggiunge – che gli studenti possano parlare di quello che hanno appreso in questo quinquennio e che non sia una prova decisa dalle buste, dalla sorte”. E spiega: “Fare una prova standardizzata, centralizzata per tutte le scuole appare una follia che non riesce ad intercettare quello che è stato l’apprendimento degli studenti”.

“Per questo “ci scagliamo contro l’utilizzo della parola ‘merito’ usata da Valditara – dichiara Giulia, una studentessa presente alla protesta – la scuola non dovrebbe essere basata sul merito o sulla meritocrazia, ma dovrebbe riuscire ad accompagnare gli studenti nel loro percorso scolastico e formativo e dovrebbe riuscire a formare cittadini e cittadine consapevoli del mondo intorno a loro. Non ridurli a un numero a due o tre cifre”.

Tra le proposte di ragazzi e ragazze c’è anche una riforma dell’alternanza scuola-lavoro “che ha prodotto diversi infortuni e in alcuni casi anche morti nei nostri coetanei“. Oggi, dice Giulia, “ci schieriamo contro i Pcto che possono essere riformati in maniera radicale o addirittura aboliti perché non riescono ad accompagnare lo studente in un percorso sano e non riescono ad insegnare che il suo futuro non è quello di lavoratore sfruttato”. Gli studenti e le studentesse delle rete si sono detti disponibili ad un incontro faccia a faccia con il ministro Valditara.

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