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In Italia ogni anno circa 40 decessi per shock anafilattico

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Di allergia si muore

Roma, 20 lug. (askanews) – In Italia ogni anno ancora molte persone muoiono per shock anafilattico, causato da allergie alimentari, punture di insetti o farmaci. L’unico modo per agire prontamente ad uno shock anafilattico è la somministrazione tempestiva di adrenalina auto-iniettabile. Tuttavia, in Italia, molti pazienti a rischio di shock anafilattico, sono sprovvisti di auto-iniettori di adrenalina a causa delle difficoltà di accesso sul territorio. La carenza dei servizi allergologici e le lunghe liste d’attesa costituiscono degli ostacoli insormontabili per i pazienti a rischio di incorrere in shock anafilattico. Una situazione insostenibile, che ha spinto alla realizzazione dell’evento istituzionale: “SHOCK – Anafilassi: reazioni consapevoli. L’importanza di fare prevenzione”, voluto dal senatore Giovanni Berrino, promosso da Food Allergy Italia, con i patrocini di AAIITO (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri), FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Siaaic (Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica) e Cittadinanzattiva ed organizzato da Pharmalex, con il contributo non condizionato di VIATRIS. Ma quali sono i sintomi, che permettono di capire quando si sta manifestando uno shock anafilattico? Lo spiega la Professoressa Antonella Muraro, Direttore UOSD Allergie Alimentari Centro di Specializzazione Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari, AUO Padova: “Ci sono dei sintomi premonitori, quali il prurito al cuoio capelluto, palma delle mani e piante dei piedi. Poi il paziente può evolvere verso una situazione di difficoltà respiratoria con edema della glottide ed anche il calo della pressione arteriosa. Fattori scatenanti sono i farmaci, punture di imenotteri (api, vespe, calabroni) o alimenti. L’ unico trattamento tempestivo di uno shock anafilattico da parte del paziente è la somministrazione immediata, per via intramuscolare, di adrenalina auto-iniettabile. È pertanto essenziale che ai pazienti venga prescritta una terapia d’emergenza nelle dosi corrette. Per tale motivo in tutte le Linee Guida internazionali viene sottolineata l’importanza dell’adrenalina auto-iniettabile come trattamento di prima linea per ottenere una rapida ed efficace risposta in caso di anafilassi”. Ad intervenire al convegno anche l’avv. Marcia Podestà Presidente di Food Allergy Italia APS. “Ancora oggi in Italia si muore per anafilassi, questo perché c’è una palese difficoltà all’accesso all’autoiniettore di adrenalina da parte delle persone a rischio. Nonostante le indicazioni di EMA e AIFA, in Italia molte Regioni non garantiscono ancora la corretta erogazione di due autoiniettori a cui hanno diritto tutti i pazienti a rischio. Per questo motivo, Food Allergy Italia APS ha chiesto e chiede alle autorità italiane di sostenere una battaglia per la vita. I pazienti che soffrono di anafilassi rischiano la vita. L’unico farmaco salvavita è l’adrenalina auto-iniettabile. Purtroppo le famiglie sentono un grande senso di frustrazione, non possiamo abbandonare i cittadini”. La gestione dei soggetti a rischio di anafilassi comporta anche numerosi costi per pazienti e loro famiglie. Le visite dallo specialista, gli esami diagnostici, i viaggi verso le strutture sanitarie specializzate e alcuni farmaci che non sono coperti dal SSN comportano un incremento dei costi per il SSN (mobilità sanitaria) accompagnato da un impoverimento dei pazienti e delle loro famiglie (c.d. “spese catastrofiche”). “Riuscire a garantire un percorso ben disegnato e condiviso mediante l’implementazione di un modello organizzativo efficiente, rappresenta un’opportunità di miglioramento dell’organizzazione accompagnato da una riduzione dei costi tanto per il Sistema Sanitario Nazionale che per il sistema sociale nel suo complesso” afferma il Professore Francesco Saverio Mennini, Direttore Centro EEHTA – CEIS, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Presidente SIHTA Società Italiana di Health Technology Assessment – “La riclassificazione del farmaco salvavita in Fascia A permetterebbe il reperimento diretto anche nelle farmacie territoriali facilitando la continuità terapeutica, colmando così un’esigenza clinica, e il superamento del problema relativo alla distribuzione di due auto-iniettori con diversi meccanismi d’azione. Rappresenta la strada più corretta ed efficiente per sanare le attuali differenze tra Regioni, ridurre la mobilità sanitaria e garantire un accesso più rapido ai pazienti”. Un incontro fortemente voluto dal Senatore Giovanni Berrino, 10 Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale del Senato. L’attuale classificazione dell’adrenalina auto-iniettabile in Fascia H ritarda notevolmente l’accesso al farmaco per varie ragioni: carenza dei servizi allergologici, liste d’attesa molto lunghe, erogazione di numero differente di auto-iniettore da regione a regione. La riclassificazione del farmaco salvavita dalla Fascia H alla Fascia A, con reperimento diretto in farmacia territoriale, permetterebbe al SSN di rispondere alle necessità dei pazienti e renderebbe più omogeno l’accesso alla terapia.”C’è bisogno in Italia di sensibilizzazione, di informazione e di provare la discussione su un tema molto importante. Garantire a tutti i pazienti e i soggetti a rischio accessibilità immediata a tali dispositivi salva vita è un impegno che insieme ai colleghi parlamentari intendiamo portare avanti. Stiamo lavorando ad una mozione per garantire a tutti i pazienti a rischio equa accessibilità ai trattamenti disponibili e per prevedere l’inserimento della reazione anafilattica all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), al fine di abbattere le diseguaglianze di accesso regionale. È bene che dalla commissione sanità parta questo percorso di discussione con la speranza di arrivare ad atti legislativi”. Di anafilassi si muore per questo è importante l’impiego di adrenalina auto-iniettabile nei soggetti a rischio, che hanno tutti, allo stesso modo, il diritto di vedere tutelata la loro vita.

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