6Febbraio , 2023

Mario Draghi, ‘nonno istituzionale’, pronto per il Quirinale

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ROMA – “Abbiamo reso l’Italia uno dei Paesi più vaccinati del mondo, abbiamo consegnato in tempo il Piano nazionale di rilancio e resilienza, abbiamo conseguito 51 obiettivi. Abbiamo creato le condizioni perché il lavoro sul Pnrr continui, indipendentemente da chi ci sarà. L’importante è che il governo sia sostenuto da una maggioranza più ampia possibile, che voglio ringraziare”. Queste le parole usate dal premier, Mario Draghi, nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, che per molti significano il via libera ai partiti per la sua elezione a nuovo Presidente della Repubblica. E soprattutto l’avverbio usato, ‘indipendentemente’, l’indizio che porta a questa interpretazione. Perché molti leader politici, Berlusconi in testa, nei giorni scorsi avevano insistito a dire che Draghi doveva rimanere a Palazzo Chigi, che senza di lui si andava verso la crisi del Governo e alle elezioni anticipate, mettendo in discussione l’utilizzo dei fondi europei ecc. ecc. Draghi oggi ha detto a chiare lettere che il lavoro è stato fatto, che i 51 obiettivi prefissati sono stati messi in cantiere e che quindi il Governo va avanti “indipendentemente da chi ci sarà” a guidarlo.    

C’è poi anche questo passaggio, nelle risposte del premier Draghi ai giornalisti, che lo ricollegano al Quirinale: “I miei destini personali – ha detto Draghi- non contano assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni. Io sono un nonno al servizio delle istituzioni, la responsabilità della decisione è interamente nelle mani delle forze politiche, non è nelle mani degli individui, sarebbe un’offesa per l’Italia che non è determinata dai singoli individui”. Ecco, fu proprio l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, come Draghi  cresciuto in Bankitalia, che nel 2005 in occasione della prima festa Nazionale dei nonni sottolineò  l’importanza del ruolo: “I nonni svolgono nella struttura familiare odierna un ruolo di importanza particolare. Non sono soltanto custodi delle memorie e dei valori familiari e punti di riferimento per figli e nipoti. Danno anche un fondamentale contributo quotidiano a mantenere l’unità della famiglia aiutandola a superare i disagi propri della societcontemporanea, a ritrovare una preziosa solidarietà fra le generazioni”. Se sostituiamo la parola ‘famiglia’ con ‘Parlamento’ ecco quale potrebbe essere il nuovo compito di ‘nonno’ Draghi: punto di riferimento, mantenere l’unità, ritrovare la solidarietà.    

Ci scherza su l’attore Lino Banfi: “Siccome io sono il nonno d’Italia e lui lo è più di me diciamo che siamo i nonni d’Italia ex aequo”, ha detto l’attore ai microfoni di un Giorno da Pecora. Il premier le dà l’idea di esser un buon nonno? “Sì, ha un bel viso da bravo ragazzo che gioca coi nipoti. Da tempo poi mi viene di chiamarlo Mario Azeglio Draghi”. Come mai? “Perché è un po’ come Carlo Azeglio Ciampi, più o meno hanno avuto la stessa carriera”. Quindi le piacerebbe Draghi al Quirinale? “Si, ma se potesse tenere una gamba da una parte e una dall’altra…”.   

Le forze politiche stanno ancora metabolizzando le parole di Draghi, e domani all’incontro dei leader del Centrodestra nella villa di Berlusconi non sarà facile confrontarsi col Cavaliere, che vuol correre ed è sicuro che alla fine sarà lui a prendersi la poltrona più alta. Dopo lo sfogo, i più avveduti forse lo convinceranno ad intestarsi lui la candidatura, diventando così il grande decisore e risolutore politico. E chissà, magari come premio potrebbe benissimo rientrare in Parlamento, da dove era stato messo fuori, come nonno senatore a vita.

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