27Novembre , 2022

Meloni: manovra bada al sodo. Maggioranza in trincea per modifiche

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Salvini ‘bloccato’ da Mef e Fi ne vuole approfittare: va migliorata

Roma, 23 nov. (askanews) – Pd e M5s la bocciano su tutta la linea ma, direbbe la premier, non c’è da stupirsi perché fanno “il loro lavoro” di opposizione, mentre le critiche del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a palazzo Chigi vengono considerate quasi “scontate” vista la scarsa vicinanza politica al centrodestra.

Giorgia Meloni difende la sua prima manovra, continuando a spiegare che contiene una “visione politica”, segnali di ciò che questa maggioranza potrà fare in cinque anni di legislatura. E la prossima settimana – anche per mostrare che la sua apertura al dialogo è vera – vedrà il leader di Azione, Carlo Calenda, che oggi ha avanzato una serie di controproposte.

Il fatto è che, al di là delle dichiarazioni di circostanza, sono proprio i partiti della coalizione ad affilare le armi in vista dell’iter parlamentare della manovra, con la speranza di piantare qualche altra bandierina da sventolare davanti all’elettorato. Vale sia per Forza Italia che per la Lega, entrambe in crisi di consensi e – secondo alcuni sondaggi – entrambe superate dal sedicente Terzo polo. Ma con una differenza sostanziale: “Matteo Salvini è imbrigliato, ha pochi margini di manovra esprimendo il ministro dell’Economia”, dice un esponente di spicco di Forza Italia. Ed è proprio su questo aspetto che il partito di Silvio Berlusconi intende fare leva, sfruttando ogni spazio possibile di critica per avere visibilità, pur senza arrivare mai allo scontro. Insomma, una sorta di goccia cinese che peraltro è già iniziata. Il vice presidente della Camera, Giorgio Mulè, parla della legge di bilancio come di una “tisana” in attesa “di una bevanda rivitalizzante per il Paese” mentre il capogruppo alla Camera, Alessandro Cattaneo, già annuncia “tanti tentativi” per migliorarla.

D’altra parte solo in serata, due giorni dopo il Consiglio dei ministri, i partiti hanno potuto materialmente vedere le bozze del testo. In precedenza in Transatlantico il ritornello era un po per tutti lo stesso: “Ma come possiamo andare in pubblico a difendere una legge che non abbiamo mai nemmeno letto?”.

A dirsi “orgogliosa” di questa “manovra scritta in tempi record” ci pensa però la presidente del Consiglio. “Una legge di bilancio coraggiosa e concreta, che bada al sodo e offre una visione sulle priorità economiche”, scrive sui social.

Adesso la palla passa al Parlamento al quale Giorgia Meloni ha già offerto disponibilità a modifiche, rivolgendosi non solo alla maggioranza ma anche all’opposizione. Ma il confronto non potrà che essere per forza di cose compresso: non soltanto perché ci sono davvero pochi spiccioli per cercare di accontentare gli uni o gli altri, ma anche perché sarà il timing stesso dell’esame della manovra a essere serrato. I capigruppo di maggioranza, in una riunione con il presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Mangialavori, hanno concordato di avviare l’iter già la settimana prossima, fissando un calendario di audizioni che dovrebbero tenersi a tambur battente nell’arco di un paio di giornate. L’obiettivo è quello di ottenere il via libera di Montecitorio prima di Natale, mentre al Senato – che sarà chiamato all’approvazione prima di Capodanno – non resterà che ratificare.

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