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Tim lancia Network as a service: rete aperta per le sfide future

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Labriola e Romano: dialogare per trovarsi pronti

Roma, 13 lug. (askanews) – Trasformare la rete in una piattaforma aperta, flessibile per essere utilizzata dal mondo degli sviluppatori, delle startup e di big player per nuovi servizi digitali ad alta tecnologia da proporre sul mercato. Il gruppo Tim guarda al futuro e lancia ‘Network as a service’ per abilitare nuovi modelli di business per le Telco. Se ne è discusso durante l’evento ‘Tim HiTech Tomorrow Telco: focus Italia’ da cui è emerso come il mondo delle telecomunicazioni non sia più quello chiuso di un tempo e le aziende abbiano bisogno di dialogare sempre di più tra loro perchè una non può prescindere dall’altra, e il mondo dei servizi ha bisogno di reti sempre più evolute.Pieto Labriola, amministratore delegato Tim: “E’ tutto il settore che deve comprendere che le le reti del futuro sono necessariamente delle reii molto più aperte e quindi è importante da un lato il dialogo con i principali interlocutori. Le telecomunicazioni erano un’industria a compartimenti stagni Eravamo chiusi su noi stessi e non avevamo la necessità di dialogare con altri settori. Le telecomunicazioni e le reti di telecomunicazioni oggi invece hanno un processo osmotico, devono dialogare con tutti i colori quali utilizzano le reti, dalle smart city, agli Hyperscaler quindi al cloud. In tale ambito è fondamentale il dialogo con questi soggetti per capire il percorso di sviluppo, noi dobbiamo avere un’idea di quali sono i volumi di dati che cresceranno e che attraverseranno le nostre reti e dall’altra parte anche una chiara definizione delle regole e delle responsabilità. Questi sono i punti su cui ho chiesto anche nel convegno di oggi didibattere ma soprattutto di dialogare”.Di qui l’importanza di preparasi verso quelle che saranno le nuove evoluzioni tecnologiche, pensiamo ai servizi di guida autonoma, realtà virtuale, supercalcolo.Elisabetta Romano, Chief Network Operations & Wholesale Officer di Tim e Presidente di Sparkle: “Di una cosa abbiamo la certezza, dobbiamo essere pronti con le nostre reti per abilitare in sicurezza quelle applicazioni. Uno dei concetti fondamentali per fare questo è il network as a service, fare in modo che le reti diventino una piattaforma aperta, interoperabile, flessibile, per fare in modo che l’intelligenza che già abbiamo nelle reti che è chiusa, la dobbiamo aprire e mettere a disposizione degli altri e fare in modo che si sviluppino applicazioni innovative sulle nostre infrastrutture in maniera sicura e fare in modo che questo apra anche a modelli di collaborazione con gli altri, altri attori perché qualsiasi operatore, a prescindere dalla grandezza non è mai globale”.Un’attività che vede Tim operare in ambito internazionale e alla guida del Global leader forum che si occupa di tali progetti.”Il framework Tomorrow’s Telco deriva dal Glf, quindi è un global leader forum di cui io ho il privilegio di essere presidente” conclude Romano. “Stiamo lavorando insieme ad altri per capire cosa dobbiamo fare nelle infrastrutture adesso per fare in modo di abilitare questi modelli. Quindi tutti gli operatori più importanti al mondo stanno lavorando per fare in modo che questo modello funzioni. Ed è per questo che vogliamo farlo in Italia per fare in modo che tutto l’ecosistema italiano sia pronto a questi modelli”.

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